Due revolver a salve trasformati in armi letali, munizioni e una fitta rete di spaccio di cocaina e hashish tra Santa Maria Capua Vetere, Macerata Campania e Casapulla. È lo scenario delineato dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere nella richiesta di misura cautelare avanzata dal pubblico ministero Iolanda Gaudino nei confronti di quattro persone. Si tratta di Francesco Argenziano (69 anni, di Portico di Caserta), Emilia Maddalena Giaquinto (35 anni, domiciliata a Casapulla), Bartolomeo Rossi (64 anni, di Recale) e Francesco Iodice (56 anni, di Portico di Caserta). Il gip Orazio Rossi, prima di esprimersi sulle misure richieste, ha già fissato gli interrogatori preventivi.
L’asse portante dell’inchiesta ruota attorno al ritrovamento, nel settembre 2022, di due pistole con canna e tamburo modificati per sparare proiettili veri, nascoste in un terreno agricolo di via Avellino a Macerata Campania; reato contestato a tutti e quattro gli indagati. Al solo Argenziano viene imputata anche la detenzione illegale di 40 cartucce calibro 38 special Fiocchi.
C’è poi il filone dello stupefacente, che vede Argenziano e Giaquinto accusati di aver gestito numerose cessioni tra il 2021 e il 2023, concordando i dettagli anche via WhatsApp: dosi di hashish vendute a 10 e 20 euro e cocaina smerciata a 30 euro a dose. Secondo gli inquirenti, l’uomo gestiva i contatti mentre la 35enne si occupava delle consegne (nella sua casa sono stati trovati droga già ripartita e kit per il confezionamento). Ad Argenziano viene inoltre contestata l’aggravante di aver commesso i fatti mentre beneficiava di una misura alternativa alla detenzione. Il procedimento è nella fase preliminare e gli indagati – difesi dagli avvocati Domenico Dello Iacono, Nello Sgambato e Angelo Santoro – sono da considerarsi innocenti fino a terzo grado di giudizio.






