Se c’è una testata o un blog che può permettersi il lusso di attaccare politicamente il consigliere ed ex assessore Francesco Petrella, quella è la nostra. Non esiste, probabilmente, nessuno che conosca il suo percorso e il suo operato in maniera più approfondita di chi scrive su queste colonne. Tuttavia, proprio per l’onestà intellettuale che ci contraddistingue, ci opponiamo con forza al linciaggio mediatico messo in atto da alcune testate casertane, che sembrano essersi prestate a un pericoloso gioco dove il “click” conta più della realtà dei fatti.
Abbiamo letto con estrema attenzione l’ordinanza che sta scuotendo il panorama politico locale; abbiamo spulciato i nomi, analizzato le carte e la verità è una sola: Francesco Petrella non compare tra gli indagati. Non è sotto inchiesta, non è condannato e, qualora lo fosse in futuro, avrebbe il sacrosanto diritto costituzionale di difendersi in ogni grado di giudizio.
È fin troppo facile sbirciare dal buco della serratura fingendo indignazione, ma noi non saremo complici di questo giustizialismo spicciolo. Siamo fieri oppositori di un’amministrazione — quella sammaritana — che abbiamo pure votato per ben due volte, ma la nostra critica resta politica, mai personale o gratuita.
Se Santa Maria Capua Vetere versa oggi nelle condizioni pietose che i cittadini ben conoscono, la responsabilità è in primis del sindaco Antonio Mirra, che ha diretto la “baracca” negli ultimi dieci anni, e di un Consiglio Comunale che ha prodotto meno di zero. Un’assise che non è mai intervenuta seriamente per risollevare le sorti della comunità, accontentandosi talvolta di piccoli, impercettibili “favoritismi” — sia chiaro, di nessuna valenza penale — pur di assecondare chi li ha delegati. Ma da qui a trasformare un uomo non indagato in un capro espiatorio mediatico corre un abisso che non siamo disposti a colmare. La città è in un coma quasi irreversibile che non si cura certo con il fango mediatico.
Se e quando dovesse accadere qualcosa di diverso, i nostri lettori saranno i primi a leggerlo.




