In un’atmosfera di vibrante mondanità sammaritana, un evento ferale ha rischiato di tramutare un momento di conviviale gaudio in un’irreparabile tragedia. Un giovane avventore, intento a consumare una prelibata Fiorentina cotta al sangue, è rimasto vittima di un’improvvisa ostruzione delle vie aeree, giungendo a lambire le sponde del soffocamento.
Mentre dall’altro capo del telefono gli addetti del 118 parevano perdersi in un’inopportuna quanto sterile speculazione dialettica, quasi filosofeggiando sulla gravità dell’evento anziché impartire direttive cogenti, è rifulsa la provvidenziale solerzia della Dottoressa Claudia Sgrigno.
Con una fermezza di spirito che trascende il mero dovere professionale, la dottoressa ha smesso di sorseggiare il suo calice di rosso ed è intervenuta con magistrale perizia, praticando la manovra di Heimlich con precisione millimetrica. In un istante, la scienza si è fatta gesto salvifico, restituendo il respiro e la vita al malcapitato tra lo stupore e il sollievo degli astanti.
Alla dottoressa Sgrigno va il più fervido ed incondizionato encomio. La sua abnegazione, coniugata a un acume clinico fuori dal comune, rappresenta un fulgido esempio di nobiltà d’animo e competenza. Un plauso a chi, con silenziosa dedizione, si erge a custode della vita umana, onorando nel modo più alto il camice che indossa.




