Per dieci lunghi anni, Santa Maria Capua Vetere è sembrata una città uscita da un esperimento di ibernazione collettiva. Una sorta di ‘depressione politico-amministrativa’ cronica, dove l’unico segno di vita istituzionale era il rumore delle poltrone che si assestavano. Ma proprio quando i cittadini stavano per dimenticare il significato della parola ‘dissenso’, ecco arrivare la scossa: l’elezione di Raffaele Aveta al Consiglio Regionale.
Più che una vittoria elettorale, quella di Aveta è stata accolta come una massiccia dose di serotonina iniettata direttamente nelle vene di una comunità intorpidita. Improvvisamente, i sammaritani hanno scoperto che esiste un mondo oltre il perimetro comunale e che, udite udite, la città può persino avere una voce che non sia un timido sussurro di assenso nei corridoi del Palazzo.
L’effetto biochimico sulla popolazione è stato immediato. Persone che per un decennio si erano limitate a postare foto di tazze di caffè e tramonti, hanno improvvisamente ritrovato l’uso della tastiera e, soprattutto, della critica.
I social, per anni ridotti a un rassicurante catalogo di ‘va tutto bene’ e ‘grazie Sindaco’, sono diventati un campo di battaglia di coscienza civile. La gente ha ricominciato a scrivere, a protestare, a indignarsi. È come se il ‘metodo Aveta’ avesse sbloccato un firewall mentale: il dissenso è tornato di moda e la narrazione della ‘città dei sogni’ (che somigliava tanto a un incubo immobile) sta facendo acqua da tutte le parti.
C’è un’aria nuova, un profumo di carta che si volta. La sensazione diffusa è che si stia finalmente per chiudere una delle pagine più buie e deprimenti della storia cittadina. Un decennio di grigiore amministrativo che ha trasformato la Regina Viarum in una via secondaria della politica provinciale sta per essere archiviato sotto la voce: “Errori da non ripetere”.
Mentre la vecchia guardia cerca ancora di capire come sia stato possibile che il ‘Paziente Santa Maria Capua Vetere’ si sia svegliato dal coma proprio ora, la città ha già iniziato la riabilitazione. C’è chi dice che la serotonina di Aveta sia solo l’inizio e che la vera festa comincerà quando questo lungo capitolo sarà solo un brutto ricordo da archiviare in fretta.





Felicissimo per l’articolo ma credo che la serotonina non è sufficiente al risveglio, non tanto della città, ma dei nostri amministratori. Eccetto pochi, pensano soltanto ai gettoni di presenza. L’ultimo gioiello approvato in via Galatina senza minimamente sapere l’oggetto in questione, altre costruzioni di carattere commerciale , è l’esempio lampante. Via Galatina è quasi sempre bloccata dal traffico intenso, immaginate cosa sarà a progetto realizzato. Questa gentaglia non ama la Città . Soltanto speculazioni, meriterebbero di essere cacciati via dalla stupenda Santa Maria Capua Vetere.