A Santa Maria Capua Vetere si riaccende il dibattito sulle condizioni della viabilità rurale e sulla programmazione infrastrutturale dell’ente. Il consigliere comunale Gianfranco Corvino ha presentato un’interrogazione consiliare indirizzata al presidente del consiglio comunale, al sindaco, all’assessore all’Urbanistica e al dirigente del settore Urbanistica e Lavori Pubblici.
Al centro dell’atto vi è la mancata partecipazione del Comune al bando “Reti viarie al servizio delle aree rurali”, previsto nell’ambito del Csr Campania 2023-2027. La misura regionale ha finanziato 60 interventi destinati al miglioramento e all’adeguamento della viabilità rurale, attraverso risorse integralmente regionali e senza un impatto significativo sui bilanci comunali.
Secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, la quasi totalità dei Comuni partecipanti avrebbe ottenuto l’ammissione a finanziamento. Una circostanza che, per il consigliere di opposizione, renderebbe ancora più grave l’assenza di candidatura da parte dell’amministrazione sammaritana, con la conseguente perdita di una concreta opportunità di riqualificazione infrastrutturale.
L’attenzione si concentra in particolare su via Murata e via San Secondino, arterie che presentano una chiara connotazione rurale ma al contempo svolgono una funzione strategica di collegamento e di decongestionamento dei flussi veicolari provenienti dall’area aversana e dai territori limitrofi. Si tratta di strade che incidono anche sulla sicurezza in prossimità dei plessi scolastici: negli orari di entrata e uscita, infatti, si registrano quotidianamente criticità rilevanti sotto il profilo della circolazione e dell’incolumità pubblica.
Non solo traffico. Sulle medesime arterie persistono fenomeni reiterati di sversamento illecito di rifiuti, già oggetto di ordinanza sindacale, oltre a evidenti carenze manutentive del manto stradale. Emblematica, in tal senso, la presenza da circa due anni di segnaletica verticale di pericolo con limitazione della velocità a 10 km/h: una misura nata come contingente e temporanea che, secondo l’interrogante, si sarebbe trasformata in una soluzione sostitutiva dell’intervento strutturale.
L’interrogazione solleva una serie di quesiti: se sia stata formalmente attivata un’istruttoria per la partecipazione al bando regionale e, in caso affermativo, per quali specifiche motivazioni tecnico-amministrative si sia scelto di non presentare candidatura; se fossero disponibili studi di fattibilità o livelli progettuali relativi a via Murata e via San Secondino e, in mancanza, perché non si sia proceduto alla loro predisposizione nonostante la strategicità delle arterie; quali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria siano stati eseguiti negli ultimi due anni sulle due strade, con indicazione di date, importi impegnati e stato di attuazione; per quali ragioni la limitazione a 10 km/h permanga da un arco temporale così esteso; quali misure strutturali, e non meramente emergenziali, l’Amministrazione intenda adottare per ripristinare condizioni di sicurezza, decoro e funzionalità.




