Se abitate in via Napoli e avete smesso di pagare l’abbonamento a Spotify, c’è un motivo: la strada vi offre una playlist h24 di percussioni industriali. I protagonisti? I tombini, che ormai non si limitano più a fare il loro lavoro, ma hanno deciso di darsi alla danza acrobatica.
Ogni volta che un’auto passa, il quartiere viene scosso da un “TUM-TUM” così profondo da far tremare i vetri e le coronarie dei residenti. È la nuova frontiera del “comfort acustico” sammaritano: un martellamento costante che concilia il sonno quanto un concerto dei Metallica in camera da letto.
Ma la vera genialità sta nel design: questi tombini traballanti non sono difettosi, sono solo “voragini in fase di addestramento”. Stanno lentamente cedendo il passo al bitume per creare nuovi crateri, magari da arredare con qualche geranio come vuole la moda attuale.
Mentre a Palazzo Lucarelli si festeggia il decennale con video patinati, in via Napoli la musica è un’altra. Caro Sindaco, tra un traguardo e l’altro, ci sarebbe da dare una stretta a queste “nacchere di ghisa”. Perché va bene la mobilità sostenibile, ma qui l’unica cosa che non sostiene più niente è la pazienza dei cittadini.




