C’è una città che brilla nei video celebrativi pubblicati sui social e ce n’è un’altra, quella reale, che ogni sera deve fare i conti con l’oscurità. Mentre il sindaco Antonio Mirra si gode il traguardo del decimo anno di amministrazione elencando i risultati raggiunti, i cittadini si ritrovano a camminare in strade trasformate in pericolosi “black hole”.
L’ultimo episodio, in ordine cronologico, si è verificato ieri sera: metà viale Consiglio d’Europa è rimasta completamente al buio. Una delle arterie principali della città, fondamentale per il traffico e densamente popolata, è stata inghiottita dall’oscurità, creando non pochi disagi a pedoni e automobilisti. Non si tratta di un caso isolato, ma dell’ennesimo tassello di un’illuminazione pubblica che ormai funziona “a macchia di leopardo”.
La mancanza di luce non è solo un problema estetico o di decoro: è una questione di sicurezza. Strade buie significano marciapiedi invisibili (con il rischio di inciampare nelle croniche buche cittadine), scarsa visibilità per chi guida e, soprattutto, un invito a nozze per la microcriminalità. I residenti sono stanchi e la protesta corre veloce, non solo sui social ma anche nelle piazze.
“Mentre il Sindaco si bea della sua gestione, noi abbiamo paura a rientrare a casa la sera”, commentano alcuni cittadini esasperati. Il contrasto è stridente: da una parte la narrazione di una città moderna e funzionale, dall’altra quartieri che restano al buio senza una programmazione chiara degli interventi di manutenzione.
La ribellione dei sammaritani nasce proprio da questo scollamento. La percezione di insicurezza aumenta proporzionalmente allo spegnimento dei lampioni, e la risposta del Comune viene percepita come lenta e inadeguata. Se viale Consiglio d’Europa – una vetrina della città – finisce per essere divisa a metà tra luce e ombra, ci si chiede quale sia la sorte delle zone periferiche.
La domanda che la cittadinanza pone con forza è semplice: è possibile festeggiare dieci anni di governo quando non si riesce a garantire nemmeno il servizio minimo essenziale dell’illuminazione pubblica? Al momento, l’unica cosa che sembra “brillare” a Santa Maria Capua Vetere sono le polemiche, mentre le strade restano in attesa di una luce che tarda ad arrivare.




