Riceviamo e pubblichiamo una segnalazione da parte di un cittadino sammaritano circa la logica che muove la Polizia Municipale nell’elevare sanzioni amministrative nell’antica città del Foro: la legge è uguale per tutti?
A Santa Maria Capua Vetere è ufficiale: gli stessi comportamenti possono essere contemporaneamente sanzionati e ignorati. Dipende dalla strada. O forse dal meteo. O forse, malignano i più fantasiosi, dalla proprietà del veicolo.
In via del Lavoro il Codice della strada è una scienza esatta: metro alla mano, tolleranza zero, verbali chirurgici per occupazione di suolo pubblico. Più di un commerciante ha ricevuto multe e, in alcuni casi, perfino la chiusura dell’esercizio.
Poi però basta spostarsi di qualche centinaio di metri e si entra nella dimensione parallela.
In via Mazzocchi, centralissima, c’è un’auto che pratica la sosta creativa sotto divieto permanente. Non parcheggia: interpreta il segnale di divieto.
Poco distante, in via Pezzella, altezza civico 5, a due passi dalla casa comunale, riposa giorno e notte una motocicletta coperta da telo con targa nascosta. Dal punto di vista normativo la targa dovrebbe essere visibile, ma dal punto di vista scenografico, ammettiamolo, il mistero aggiunge fascino.
Pare, si dice, che dai “poteri forti” sia stata richiesta più qualità nel servizio della Polizia Municipale. E infatti la qualità c’è, ma è molto discrezionale.
Il vero capolavoro, però, è l’effetto educativo: il cittadino non sa più cosa sia consentito e cosa no e finisce per muoversi a tentoni, sperando di indovinare la regola del giorno. È la nuova frontiera della prevenzione: l’incertezza come strumento di disciplina.
Santa Maria Capua Vetere si conferma così non città di mobilità sostenibile, ma di elasticità regolamentare. Un modello amministrativo all’avanguardia: la regola è uguale per tutti, con comode eccezioni incorporate.
Diamo uno sguardo al codice della strada:





