C’è chi aspetta l’asfalto, chi aspetta il catrame e chi, stanco di attendere un segno di vita da Palazzo Lucarelli, ha deciso di darsi al giardinaggio estremo. Succede in diverse strade della città, dove le buche — ormai così profonde da avere un proprio codice postale — sono state trasformate in eleganti vasi per piante e fiori.
Diciamocelo: l’amministrazione Mirra è avanti. Mentre le altre città si limitano a tappare i buchi con materiali dozzinali, a Santa Maria Capua Vetere abbiamo optato per la “Riqualificazione Botanica della Voragine”. Non è trascuratezza, è amore per l’ambiente! Perché chiamare una ditta di manutenzione quando puoi trasformare via Della Valle o le strade del centro in un’esposizione floro-vivaistica itinerante?
L’idea è geniale nella sua semplicità: il fiore non solo arreda, ma funge da faro di segnalazione. Se vedi una petunia o una Stella di Natale che svetta orgogliosa in mezzo alla carreggiata, sai che lì sotto c’è un cratere capace di inghiottire una utilitaria. È la cosiddetta “segnaletica gentile”: meno cartelli stradali, più gerani. Gli automobilisti ringraziano: la gimkana tra i tulipani è sicuramente più chic della classica imprecazione contro il braccetto dello sterzo appena spezzato.
A questo punto, suggeriamo all’amministrazione di ufficializzare la pratica. Invece dell’Assessore ai Lavori Pubblici, potremmo nominare un Assessore all’Innaffio Stradale.
I cittadini sono pronti: se il Comune non mette l’asfalto, noi ci mettiamo le begonie. Resta solo un dubbio: dopo i fiori, passeremo agli alberi da frutto? Immaginate che comodità: restare bloccati nel traffico causato dalle buche e, nel frattempo, poter raccogliere un’arancia direttamente dal cratere al centro della strada.
La foto è stata ‘scippata’ dal profilo facebook dell’amico Francesco Santonastaso




