Era conosciuta come la città dei gladiatori, ora invece è nota come la città degli sceriffi. Questa nuova definizione è stata coniata per gli atteggiamenti poco consoni al ruolo che svolgono alcuni agenti della municipale che con arroganza, cattiva educazione e protervia sanzionano a destra e a manca senza tener in alcun cale le esigenze e le motivazioni dei cittadini che si vedono perseguitati sia dalla municipale che dagli ausiliari del traffico che inesorabilmente pattugliano sempre le solite strade cittadine, abbandonando al loro misero destino le aree periferiche e tanti altri tipi di infrazione che avvengono in città. Certo immettere nel servizio di pattugliamento cittadino giovani automontati che dettano legge, fanno e disfanno a loro piacimento non è certo un bel cartellino da visita per il buon assessore Luigi Simonelli e per il comando dei caschi bianchi che hanno lanciato allo sbaraglio giovani senza un corso di comportamento, di rapporto con i cittadini e soprattutto un corso di buona educazione e di rispetto verso chi contribuisce in maniera determinante a rimpinguare con il pagamento delle contravvenzioni il loro fondo pensione. Ma non sarebbe proprio questo lo scopo ? Ci auguriamo proprio di no. E di quanto assunto l’esempio lampante è stato il continuo incubo per la presenza dei caschi bianchi sul corso principale in occasione delle festività natalizie. Inflessibili, scostanti hanno creato ingenti danni ai commercianti schiacciati dai parcheggiatori e dai vigili. Un vero e proprio massacro. Sfido perché non si vuole l’isola pedonale sul corso, oltre ad altri motivi vi è anche quello che sia il comune che la cooperativa che gestisce i parcheggi perderebbero introiti di migliaia di euro provenienti dalle sanzioni automobilistiche. Insomma, il tutto finalizzato per fare cassa. Avanti così, tutto chiacchiere e distintivo.
Antonio Tagliacozzi




