I corridoi di Palazzo Lucarelli non sono mai stati così tesi. Dopo il voto delle recenti elezioni Regionali, che ha visto i consiglieri comunali Giuseppe Di Monaco e Giuseppe Napolitano sostenere la candidatura di Enrico Scala (FdI) anziché quelle dettate dal primo cittadino, il clima è diventato irrespirabile. Il Sindaco Antonio Mirra – ribattezzato in questi giorni dietro le quinte con il sarcastico soprannome di “Mirrochet” per i suoi presunti modi autocratici e l’esigenza di obbedienza cieca – sembra aver convocato i suoi fedelissimi non per un sereno chiarimento politico, ma per una vera e propria sessione di “confessione”. L’accusa mossa ai due consiglieri è grave: aver commesso l’eresia politica di non aver allineato i propri voti alla causa primaria del Sindaco. E come ogni dittatore che si rispetti, “Mirrochet” non si accontenta di semplici scuse.
Secondo le voci più insistenti, il Sindaco avrebbe richiesto ai due consiglieri un vero e proprio “Atto di Dolore” istituzionale: una pubblica dimostrazione di pentimento e un rinnovato giuramento di fedeltà, pena l’esilio politico e l’emarginazione.
“Mirrochet” sembra non accettare il concetto di dialettica o libertà di coscienza politica all’interno della sua coalizione. La sua richiesta di sottomissione totale dimostra una visione della governance in cui la maggioranza non è un gruppo di alleati, ma un esercito inquadrato e disciplinato.
L’episodio getta un’ombra sulla democrazia interna a Santa Maria Capua Vetere: è lecito che un sindaco, con atteggiamenti da “dittatore”, chieda la testa politica dei suoi consiglieri solo per aver seguito una linea personale, interna al Centrodestra come la maggior parte della sua maggioranza ha, tra l’altro, fatto?
Nel frattempo, Di Monaco e Napolitano si trovano di fronte a un bivio: sottomettersi al volere di “Mirrochet” o passare all’opposizione, scegliendo la dignità politica a costo della poltrona. Una cosa è certa: la città non ha bisogno di capi assoluti, ma di amministratori che rispettino il dissenso e le regole democratiche.
L’aspetto più grave riguarda il contenuto della nota pretesa dal sindaco spoglierebbe di qualsiasi dignità i due consiglieri giustificando il loro sostegno a Scala come “una cazzata (scelta sbagliata) … dettata da alcuni legami familiari (tra l’altro lontanissimi ndr)”. Una sorta di ‘Mezz’ora’ del capolavoro di Luciano De Crescenzo ’32 Dicembre’.




