L’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Antonio Mirra è al centro di una frenetica attività politica volta a un rimpasto che ridisegnerà non solo la Giunta, ma anche la presidenza del Consiglio. Le manovre, che mirano a consolidare la posizione del Sindaco in vista delle prossime amministrative, stanno però generando mugugni e perplessità all’interno del Partito Democratico.
L’obiettivo è chiudere la partita prima del cruciale Consiglio comunale sul Bilancio, atteso nella settimana tra il 19 e il 27 dicembre.
Le indiscrezioni di Palazzo Lucarelli indicano movimenti precisi:
- Nicola Leone in Giunta: L’esponente socialista, Nicola Leone, è pronto a ricoprire il ruolo di Assessore, subentrando a Pasquale Zacchia. Questa mossa rafforza l’asse del Sindaco con l’area socialista, già determinante alle recenti Regionali.
- Dino Capitelli alla Presidenza: La presidenza del Consiglio Comunale dovrebbe passare a Dino Capitelli, sostituendo l’uscente Anna Sepolvere. Tuttavia, si segnala che i rapporti tra Capitelli e gli influenti consiglieri Fabio De Lucia e Danilo Feola si sarebbero raffreddati, complicando gli equilibri interni.
Le manovre hanno irritato il Partito Democratico, che vede il proprio peso ridursi a favore di forze civiche e socialiste. La prospettiva di cedere posizioni chiave senza ottenere un adeguato bilanciamento sta generando perplessità e rischia di portare a un’implosione interna alla coalizione.
Il rimpasto non si limita alla maggioranza, ma innesca un ribaltamento sui banchi opposti:
- I consiglieri Giuseppe Napolitano e Giuseppe Di Monaco sono dati per pronti a passare all’opposizione, unendosi alle fila critiche.
- Contemporaneamente, Danilo Talento farebbe il percorso inverso, entrando in maggioranza per sostenere l’esecutivo.
La vera chiave di lettura di queste mosse è la strategia a lungo termine del Sindaco Mirra. Con questi movimenti, il Sindaco non punta solo a sopravvivere al voto sul bilancio, ma a preparare il terreno per le prossime elezioni amministrative.
La mossa di emarginare o scontentare il PD sarebbe funzionale a spingere il Partito Democratico “tra le braccia del Movimento Cinque Stelle”, creando un polo d’alternativa ben definito. Mirra, alleggerito dai vincoli partitici tradizionali e forte di un nuovo asse civico/socialista, cercherebbe così di mantenere saldamente le redini della città in mano, ridisegnando gli schieramenti futuri a suo piacimento.




