Le urne delle recenti elezioni Regionali in Campania hanno emesso un verdetto inequivocabile per la candidata Antonella Piccerillo, la cui performance a Curti è stata definita da molti una vera e propria disfatta politica. L’analisi dei dati mette in luce una singolare responsabilità, puntando il dito direttamente contro il Sindaco in carica, Antonio Raiano.
Con sole 188 preferenze raccolte, la Piccerillo ha registrato un risultato nettamente al di sotto delle aspettative e delle potenzialità che un candidato sostenuto dall’Amministrazione locale dovrebbe esprimere.
Nello scenario politico locale, un sindaco è tradizionalmente il motore del consenso per il candidato di riferimento, un ruolo che include la mobilitazione della propria base elettorale e la dimostrazione di forza sul territorio. Le 188 preferenze ottenute dalla candidata rappresentano una cifra esigua, che pone un interrogativo sulla capacità effettiva del Sindaco Raiano di sostenere i suoi candidati e di esercitare un controllo sulla sua maggioranza e sul suo elettorato.
Secondo l’opposizione e diverse voci interne, il Sindaco Raiano avrebbe di fatto, sulla sua “coscienza politica”, la sconfitta della Piccerillo. Questo risultato non è letto come una debolezza della candidata, ma come un chiaro segnale di disimpegno, incapacità di aggregare o, peggio, di un fallimento nella gestione dei patti politici locali.
La disfatta elettorale getta un’ombra sulla leadership di Raiano e sulla coesione del suo gruppo, suggerendo una possibile erosione del consenso o una scarsa volontà di impegno nella competizione regionale.




