L’attesa per i risultati delle Regionali era febbrile. Tutti, e per “tutti” intendiamo i vicini di casa e, soprattutto, il gruppo di lavoro, aspettavano di vedere il trionfo del “Modello San Tammaro”. E il modello ha funzionato, sì, ma al contrario: ha brillantemente portato il candidato di Fratelli d’Italia, Enrico Scala, al quinto posto in città, esattamente come era ampiamente (e quasi scientificamente) prevedibile.
L’ironia vuole che il “Modello San Tammaro” non sia riuscito a scalare le classifiche come promesso, dimostrando che l’algoritmo politico locale ha bisogno di un aggiornamento urgente
Il team, composto dal consigliere Giuseppe Di Monaco (la cui impresa è stata recentemente funestata da un furto, segno che la sfortuna non guarda in faccia nessuno, nemmeno i candidati), dal teoretico politico Giuseppe Napolitano (la cui preparazione è inversamente proporzionata ai voti ottenuti), da Carlo Russo e da Edda De Iasio, aveva promesso un risultato stellare.
Invece, il “Modello San Tammaro” si è rivelato un eccellente esercizio di ridimensionamento. Ogni membro del gruppo si è impegnato al massimo per convogliare il consenso, ma il risultato aggregato è finito esattamente dove gli analisti meno ottimisti (o più realistici) lo avevano piazzato. Un vero e proprio golpe della realtà che ha spento l’entusiasmo della vigilia.
Di contro bisogna, però, considerare il risultato locale del suo gruppo che ha portato in cascina oltre 1.200 voti grazie ad uno strepitoso Giuseppe Di Monaco che, solo nel rione Sant’Andrea ha totalizzato 400 preferenze.
Ora l’Amministrazione si trova a dover fare i conti con un risultato che, se da un lato non sorprende gli osservatori esterni, dall’altro getta un’ombra sulle capacità di mobilitazione effettiva dei suoi attori principali.
Il “Modello San Tammaro” ha fallito il suo test di stress elettorale. Forse, la prossima volta, invece di sbandierare un successo annunciato, il gruppo dovrebbe concentrarsi sull’identificazione del “bug” che impedisce ai loro voti di moltiplicarsi. Per ora, possiamo solo congratularci con loro per l’onorevole (ma prevedibile) quinto posto!





