L’importante convegno sul Real Setificio, tenutosi lo scorso anno al Belvedere di San Leucio, presso la sala “Sossietta Scialla”, ha dato luogo ad un interessante ed imperdibile volume dal titolo “”Le leggi per il buon governo della popolazione di San Leucio fra storia e mito” , edito recentemente dalla casa editrice “La Valle del Tempo” e curato dal Dott. Paolo Franzese, Dirigente dell’Archivio di Stato di Napoli e della Sovrintendenza archivistica e bibliografica della Campania.
Il volume riporta gli atti del convegno, nonché i contributi autorevoli che testimoniano il pregevole lavoro di insigni studiosi, quali Felicio Corvese, Amalia Gioia, Giuseppe De Nitto, Antonio Tisci, Giuseppe Ventrone e Antonio Salvatore Romano.
Viene approfondito in particolare, nel testo recensito da Giovanni Romeo, Professore Emerito di Storia moderna all’Università degli Studi “Federico II” di Napoli, lo Statuto Leuciano: la legislazione che, sullo scorcio del XVIII secolo e sull’onda dell’esperienza illuministica, fu alla base della realizzazione di una società “utopica” che contraddistinse l’intero abitato che sorse intorno al Real Setificio di San Leucio. ha costituito un’occasione per riprendere l’esame delle Leggi per il buon governo della popolazione di San Leucio, che Ferdinando IV pubblicò per la prima volta nel mese di gennaio del 1789, con lo scopo di dettare le regole, rispettando le quali quella comunità avrebbe potuto vivere operosa, ordinata e felice.
Provare a rileggere e a ricostruire il significato e il senso di quel provvedimento, da tempo entrato nell’immaginario collettivo come un allettante punto di riferimento proiettato in un passato dai contorni sempre più sfocati, implica innanzitutto riuscire a ricollocarlo nei contesti storici in cui è stato concepito. Contesti storici che, ancora oggi, mantengono inalterati lo splendore ed i loro valori
Insomma, un vero e proprio esperimento sociale, legislativamente regolamentato, compiuto nelle zone adiacenti all’industria della seta.
Un volume di vivo interesse e pregio, quindi, che esalta la storia del territorio, della civiltà Leuciana, della modernità giuridica e della grandezza dei Borbone che seppero dare sviluppo ed apporto economico, sociale ed industriale in Terra di Lavoro.




