Un breve faccia a faccia con la candidata alle prossime Consultazioni Regionali Mariana Funaro, candidata nella lista del Partito Democratico, per approfondire la sua conoscenza e conoscere il programma elettorale che ha sposato.
Il suo slogan “Più formazione, più lavoro, più sicurezza nei luoghi di lavoro” racchiude un messaggio forte. Ce lo spiega?
È uno slogan che nasce dall’ascolto delle persone, delle famiglie, dei giovani e dei lavoratori del nostro territorio. Oggi la vera sfida è creare opportunità reali, non promesse. La formazione è il primo passo: senza competenze non c’è crescita, e senza crescita non c’è occupazione stabile. Quando dico “più formazione”, parlo di formazione specifica, qualificata e accessibile a tutti, pensata per connettere il mondo dell’istruzione, le imprese e il territorio. Solo così possiamo garantire “più lavoro”, e soprattutto “più sicurezza”, perché la sicurezza nei luoghi di lavoro nasce dalla consapevolezza e dalla preparazione.
In che modo la Regione può tradurre questi principi in azioni concrete?
La Regione deve essere un motore di sviluppo e non solo un ente amministrativo. Una catena di congiunzione tra l’istituzione e le esigenze dei cittadini . Serve dunque lavorare per un piano regionale per la formazione e l’occupazione, che metta in rete centri per l’impiego, scuole professionali, università ed imprese.
Bisogna favorire tirocini di qualità, percorsi di apprendistato e aggiornamento continuo per chi è già occupato. Ma anche sostenere le aziende che investono nei propri dipendenti. L’aumento dei salari deve diventare una priorità politica: lavorare deve convenire, e la dignità delle persone passa anche da una retribuzione giusta. Questa è una battaglia che faremo con il governo nazionale, che non da priorità a questi temi, e su questi temi usa solo slogan.
Lei parla spesso di sicurezza nei luoghi di lavoro. Un tema purtroppo sempre attuale anche in Campania.
Sì, è una battaglia fondamentale per una società che si definisce civile!. Ogni volta che un lavoratore perde la vita sul posto di lavoro, è una sconfitta per tutti: per le istituzioni, per la società, per il mondo produttivo. La sicurezza non può essere vista come un costo, ma come un investimento nel valore umano e nella qualità del lavoro.
Servono più controlli, più ispettori, più formazione obbligatoria per chi gestisce e supervisiona la sicurezza. Ma serve anche una cultura nuova, che parta dalle scuole e arrivi nelle imprese: il rispetto delle regole, la prevenzione, la tutela della vita.
Che visione ha per la provincia di Caserta e per il suo futuro?
Caserta ha risorse straordinarie: giovani preparati, università di qualità, un patrimonio ambientale e culturale che potrebbe essere un volano economico immenso. Pensiamo alla Reggia, al Belvedere di S. Leucio. Ma troppo spesso restiamo indietro perché mancano connessioni, infrastrutture e una strategia condivisa.
Io credo in una Caserta protagonista, capace di attrarre investimenti e di trattenere i suoi talenti. Voglio lavorare per una Campania che dia opportunità, non assistenzialismo, (una parola di cui abusa la destra, che utilizza per lanciare anatemi e accuse, spesso superficiali e solo per fini elettorali) che investa nei settori chiave — economia sostenibile, turismo, agrifood, cioè la filiera agroalimentare, innovazione tecnologica — e che metta al centro le persone, la loro sicurezza e la loro dignità.
Un ultimo messaggio agli elettori?
Chiedo fiducia, ma soprattutto partecipazione. La politica non deve essere distante, deve tornare tra la gente, nei quartieri, nelle aziende, nelle scuole.
“Più formazione, più lavoro, più sicurezza nei luoghi di lavoro” non è solo uno slogan: è un progetto per una Campania che crede nelle competenze, che premia l’impegno e che non lascia indietro nessuno. È il mio impegno personale e politico per costruire, insieme, un futuro più giusto per Caserta e per tutta la nostra regione.




