Ancora una volta il Sindaco sceglie di attaccare, aggrappandosi alla questione della Conocchia Multiservizi, nel tentativo di distogliere l’attenzione da una verità ben più scomoda: il suo coinvolgimento diretto in un procedimento giudiziario per turbativa d’asta.
È doveroso ricordare che, all’epoca dell’avviso di garanzia e della misura cautelare degli arresti domiciliari, non sono state mai chieste le sue dimissioni. Nonostante vi fossero tutti i presupposti per farlo, è stata scelta la via del garantismo, rispettando il principio fondamentale della presunzione d’innocenza fino al termine del processo.
Ma il Sindaco, anziché affrontare con trasparenza e dignità il percorso giudiziario, ha preferito attendere la prescrizione, evitando così un confronto diretto con la giustizia. Un comportamento che solleva interrogativi legittimi: forse temeva una condanna? Forse la turbativa d’asta c’è stata davvero? Purtroppo, non lo sapremo mai, perché quel processo non avrà corso.
Eppure, anziché assumersi la responsabilità politica e morale di quanto accaduto, il Sindaco parla di “bicchiere mezzo pieno”, come se la prescrizione fosse una vittoria. Ma non lo è. È una fuga. E chi fugge dalle proprie responsabilità non può permettersi di dare lezioni di etica.
Nonostante tutto, continua a infangare chi ha sempre agito nel rispetto delle istituzioni e della legalità. Deve essere chiarito pubblicamente ogni aspetto della vicenda Conocchia, smascherando definitivamente la narrazione distorta che il Sindaco sta cercando di imporre.
Conocchia Multiservizi: Cronistoria di un Servizio Efficiente e di un Comune Moroso
Dal 2015 al 2018, la Conocchia Multiservizi ha svolto con continuità e responsabilità una serie di servizi pubblici fondamentali per la cittadinanza di Curti:
- Mensa scolastica (acquisto prodotti, pagamento operatori)
- Trasporto scolastico (carburante, personale)
- Servizi cimiteriali (materiali, manodopera)
- Manutenzione del verde pubblico
- Rete idrica e fognaria
- Pulizia tombini e strade
- Manutenzione ordinaria di scuole e infrastrutture urbane
- E altri servizi
Tutti questi servizi sono stati erogati regolarmente, con costi sostenuti direttamente dalla Conocchia. Eppure, il Comune, pur incassando le tariffe dai cittadini, non ha mai versato i canoni dovuti alla società per lo svolgimento delle attività. Un comportamento che ha generato un debito ingente e ingiustificato.
La svolta giudiziaria: il Comune tenta di annullare tutto
Nel 2018, dopo numerose richieste di pagamento rimaste inevase, la Conocchia si è rivolta al Tribunale per ottenere quanto le spettava. La risposta del Comune? Una delibera di Giunta che annullava retroattivamente tutti i contratti, ignorando il fatto che i servizi erano stati già erogati e le spese sostenute.
Questa delibera è stata immediatamente impugnata dalla Conocchia davanti al TAR, che ha prima concesso la sospensiva e poi, nel settembre 2018, ha annullato la delibera comunale, riconoscendo l’illegittimità dell’atto e confermando il diritto della società a continuare a svolgere i servizi.
Il Comune ha tentato un appello, ma non ha mai dato seguito alla procedura, consapevole della propria posizione debole e dell’errore commesso.
Messaggio politico alla cittadinanza
Questa vicenda non è solo una questione amministrativa: è una ferita aperta nella credibilità istituzionale del Comune. Mentre una società locale garantiva servizi essenziali, il Comune incassava e taceva. E quando è stato chiamato a rispondere, ha cercato di cancellare tutto con una delibera illegittima.
Non si è mai smesso di denunciare questa ingiustizia, e continueremo a farlo con forza e trasparenza. Non accettiamo che si infanghi chi ha lavorato per il bene della comunità, né che si mistifichi la realtà per coprire anni di negligenza e irresponsabilità politica.
Conocchia Multiservizi: Il Comune ammette il debito, ma resta il silenzio sulle responsabilità
Dopo anni di silenzi, omissioni e attacchi strumentali, la verità è emersa con chiarezza: il Comune di Curti ha ammesso di dover pagare alla Conocchia Multiservizi una somma importante per servizi regolarmente erogati e mai retribuiti. La transazione conclusiva, tra il Comune e la Curatela Fallimentare della Conocchia, pari a circa 300.000 euro su un debito originario di oltre 1.300.000 euro, rappresenta non solo un accordo economico, ma una confessione politica e istituzionale.
Il saldo e stralcio è la prova definitiva che:
- I servizi sono stati realmente svolti.
- Le somme erano dovute.
- Le accuse e le delegittimazioni rivolte alla Conocchia erano infondate.
Tra le somme dovute vi erano anche circa 800.000 euro originariamente destinati alla Regione Campania, che non sono stati distratti né sottratti, ma utilizzati per garantire servizi essenziali alla cittadinanza, tra cui:
- Mensa scolastica (acquisto prodotti, pagamento operatori)
- Trasporto scolastico (carburante, personale)
- Servizi cimiteriali (materiali, manodopera)
- Manutenzione del verde pubblico
- Rete idrica e fognaria
- Pulizia tombini e strade
- Manutenzione ordinaria di scuole e infrastrutture urbane
Domande che il Comune non può più eludere
- Che fine hanno fatto i soldi della mensa scolastica, incassati per cinque anni, pur non avendo mai pagato direttamente il servizio?
- Come sono stati impiegati i proventi dei servizi cimiteriali, incassati regolarmente, ma mai pagati dal Comune dal 2015 alla Conocchia?
- Dove sono finiti i fondi della TARI, destinati alla pulizia del verde pubblico, alla manutenzione delle caditoie, alla cura delle piazze e dei cestini, servizi mai pagati alla Conocchia?
- Che uso è stato fatto delle somme versate per il trasporto scolastico, incassate per cinque anni, senza che il Comune abbia mai sostenuto il pagamento del servizio fornito dalla Conocchia?
Due pesi e due misure: il Sindaco che si erge a giudice e denigra chi non può controllare
La vicenda della Conocchia Multiservizi non è solo una questione amministrativa: è diventata il terreno su cui il Sindaco ha costruito una narrazione tossica, fondata sulla denigrazione sistematica e sull’uso politico della giustizia. Con una serie di denunce compulsate e amplificate mediaticamente, ha cercato di insinuare che i fondi pubblici gestiti dalla Conocchia fossero finiti nelle tasche dei suoi rappresentanti legali. Eppure, ad oggi, nessuna indagine ha mai dimostrato che un solo centesimo sia stato indebitamente percepito.
Nonostante ciò, il Sindaco e alcuni esponenti della sua maggioranza continuano a colpire queste persone con accuse infondate, ignorando ogni principio di garantismo e presunzione d’innocenza. È evidente: applica due pesi e due misure. Quando si tratta di sé stesso, pretende rispetto, silenzio e attesa della sentenza definitiva. Quando invece si tratta degli altri, si arroga il diritto di giudicare, condannare e infangare, come se fosse al tempo stesso accusatore, giudice e giuria.
Questo atteggiamento non è solo scorretto: è pericoloso per la tenuta democratica delle istituzioni locali. La presunzione d’innocenza non può essere un privilegio personale, ma un principio universale. La giustizia non può essere piegata alle convenienze politiche di chi governa.
La via del garantismo e della responsabilità
All’epoca dell’avviso di garanzia e della misura cautelare che ha coinvolto il Sindaco, non sono state mai chieste le sue dimissioni, pur avendo tutti i presupposti per farlo. È stata scelta la via della responsabilità democratica, rispettando il principio fondamentale della presunzione d’innocenza fino al termine del processo.
E proprio per questo oggi si rivendica con forza la coerenza dell’operato. Chi governa dovrebbe dare l’esempio, non alimentare sospetti e tensioni. Il Sindaco non cerca verità, cerca vendette politiche. Non cerca giustizia, cerca solo di denigrare chi non può controllare. E questo, più di ogni altra cosa, racconta chi è davvero.




