“Abusare di non abusare, storia triste di chi predica bene e… riorganizza”. Instancabile paladino della trasparenza e della legalità, il primo cittadino di Santa Maria Capua Vetere ha dichiarato guerra agli abusi di ogni genere, tanto che la parola “abuso” è ormai vietata persino nei cruciverba. Ogni suo discorso è un tripudio di onestà, etica e amore per la comunità: roba che farebbe arrossire perfino Robespierre, e lui non era proprio un timido.
Peccato che, spenti i microfoni, si trasformi in Terrore in giacca e cravatta: minaccia con la grazia di un inquisitore, punisce chi osa dissentire e si circonda di amici così fedeli da sembrare scelti in base al grado di genuflessione.
Predica la virtù con fervore quasi religioso, ma governa con occhiatacce in giunta e vendette sottili, accuratamente travestite da “riorganizzazioni”.
Insomma, un moderno Robespierre: predica la virtù e governa con il terrore. Per fortuna, la ghigliottina è fuori catalogo, altrimenti, altro che rotazione degli incarichi.
Chi vuol e ‘può’ capire… Capisca!




