Giovedì scorso, a Palazzo Lucarelli, è andata in scena la delegazione trattante. Nulla di nuovo sotto il sole, direte voi. E invece no: qualcosa di insolito, quasi epocale, è accaduto. Dopo quindici anni di assenza, la CGIL è tornata a sedere al tavolo, con tanto di delegata provinciale al seguito. E no, non era una comparsata, ma un rientro con stile… e con numeri alla mano.
La miccia che ha innescato il cambiamento? La Polizia Municipale, o meglio, la maggioranza degli operatori, inclusi 9 su 10 dei neoassunti, che hanno detto “basta guardare” e si sono iscritti in massa alla CGIL. Un vero esodo sindacale, un colpo da maestro per chi da troppo tempo assisteva allo stesso spartito, suonato dalla CISL.
Eh sì, perché la CISL, storicamente padrona della scena nella trattativa comunale, ha saputo garantire carriere e gratificazioni ai “fedeli” – e solo a quelli, dicono i più. Ma quando le promesse diventano aria fritta e i malumori si accumulano come multe non pagate, anche i più pazienti si stancano.
E così, dopo anni di silenzi e mugugni, gli equilibri si sono rotti. Gli scontenti non stanno più a guardare: hanno scelto di cambiare bandiera. Alla riunione, la delegata CGIL ha chiarito fin da subito che la musica è cambiata. Nessun assolo, nessuna spartizione a tavolino: adesso si suona in orchestra, e tutti vogliono una parte.
Chi conosce il “teatrino” di Palazzo Lucarelli sa bene che le dinamiche interne sono spesso più teatrali che amministrative. Ma stavolta, il colpo di scena è arrivato davvero. E se qualcuno pensava che la CGIL fosse un vecchio vinile impolverato… ora dovrà fare i conti con un ritorno in classifica. A volume alto.




