Questo blog che di solito vi accompagna con ironia e sarcasmo oggi è costretto a fermare la giostra delle battute per raccontarvi qualcosa che di divertente ha davvero poco. Nelle ultime ore, infatti, sulla sua pagina Facebook, il consigliere d’opposizione (anche se a volte sembra più di “decorazione” della maggioranza, ndr) Rosario Graziano ha pubblicato un post destinato a lasciare più di qualche bocca spalancata.
Il testo è lapidario e chiarissimo e non lascia margine a cattive interpretazioni:
“Per le Regionali evitate di contattarmi… ho deciso che è giunto il momento di smettere di fare beneficenza”.
Ora, tralasciando il tono da annuncio in stile “prendo i voti solo se mi conviene”, la dichiarazione suona come una vera e propria ammissione: la politica, fino ad oggi, per Graziano sarebbe stata una mucca da mungere in barba ad ogni auspicabile spirito di servizio. E gli elettori? I colleghi? La città intera?
Quel che resta è un messaggio grave nei contenuti e, diciamolo pure, offensivo per gli stessi cittadini che un tempo hanno deciso di votarlo (e per tutti quelli che, conoscendo bene il territorio sammaritano, hanno invece scelto di non farlo).
Definire il proprio impegno politico “beneficenza” non è solo una caduta di stile: è un colpo di pala dato alla già fragile fiducia dei cittadini nella classe dirigente locale. Come se fare il consigliere fosse un ‘favore personale’, un ‘posto fisso’ e non un dovere pubblico. Come se amministrare una città fosse un atto di opportunismo fondato su interessi personali e non una responsabilità da assumere fino in fondo.
La vera domanda, a questo punto, è un’altra: se la politica era beneficenza, ora cosa diventerà? Business? Hobby? Passatempo per giornate uggiose?
Certo è che, con simili premesse, i cittadini di Santa Maria Capua Vetere hanno un motivo in più per riflettere su chi li rappresenta davvero.






