La campanella è suonata, i cancelli si sono riaperti e la città è ripiombata nel solito caos mattutino. A ricordarcelo non è stato il calendario, bensì il traffico congestionato: per raggiungere scuola o lavoro, stamattina, c’è voluta almeno mezz’ora in più. Scene da “primo giorno d’inferno”, con genitori in doppia fila, clacson impazziti e studenti già in ritardo.
Ma il vero caos è quello dietro le quinte: la mensa scolastica, servizio fondamentale per tantissime famiglie, è minacciata da un ricorso legale. Con la determinazione n. 442 del 04/09/2025, il Comune ha preso atto che la società New Food S.r.l. ha presentato ricorso al TAR Campania contro l’aggiudicazione del servizio di refezione scolastica per il biennio 2024–2026.
Fin qui, tutto (quasi) normale. Le date che non tornano: il ricorso della New Food risulta protocollato il 14 ottobre 2024, ovvero quasi un anno fa, contro un affidamento 2024–2026. Ma come è possibile che nel settembre 2025 ci sia ancora un contenzioso aperto per un servizio già in corso da un anno?
La determina si limita a prendere atto del ricorso e a impegnare le spese legali per un avvocato “esterno all’ente”. L’udienza al TAR è fissata per il 9 ottobre 2025, ma già si paventa un ricorso al Consiglio di Stato, il che potrebbe far slittare ancora il servizio.
Nel frattempo, tra cavilli giuridici e tempi burocratici, resta l’incognita: la mensa partirà in tempo utile?
In una città dove anche i tempi sembrano viaggiare su binari paralleli – con atti protocollati nel 2024 che si risolvono nel 2025 per un servizio già avviato nel 2024 – è facile, leggendo la determina, farsi un’idea distorta della realtà. Ma il vero problema è un altro: la superficialità di chi cura l’istruttoria e la fiducia di chi firma l’atto senza nemmeno rileggerlo.
L’unica certezza, al momento, è che l’anno scolastico parte nel caos – e non solo quello del traffico.




