Santa Maria Capua Vetere torna sotto i riflettori, ma questa volta non per un nuovo servizio sanitario o per un investimento nella salute pubblica. L’ospedale Melorio, che da anni ha visto chiudere il suo pronto soccorso lasciando un vuoto drammatico per l’intera comunità, diventa adesso set cinematografico per la nuova stagione di Mare Fuori, come ampiamente anticipato nei giorni scorsi.
La notizia ha acceso i riflettori del mondo dello spettacolo sulla città, con attori, troupe e telecamere pronti a trasformare i due piani dismessi della struttura in location per la fiction cult. Un motivo di orgoglio, certo, per chi ama il cinema e la televisione, ma al tempo stesso un pugno nello stomaco per quei cittadini che, da anni, chiedono invano il ritorno di servizi essenziali di assistenza sanitaria.
Il paradosso è evidente: dove un tempo si correva per salvare vite umane, oggi si girano scene di fiction. Dove c’erano ambulanze, medici e infermieri, adesso ci sono telecamere, ciak e copioni.
La città assiste così a un curioso ribaltamento di ruoli: il Melorio non cura più, ma intrattiene. Non soccorre, ma recita. Non salva, ma racconta. E mentre il pubblico attende con ansia i nuovi episodi di Mare Fuori, i cittadini di Santa Maria Capua Vetere continuano ad attendere qualcosa di molto più urgente: la restituzione di un pronto soccorso che è stato cancellato e mai sostituito.
Un ospedale trasformato in set è senza dubbio un’occasione di visibilità, ma non possiamo dimenticare che la salute non è una sceneggiatura e che la sicurezza dei cittadini non può rimanere un copione ancora da scrivere.
I camion e le attrezzature, come da foto, sono già presenti da giorni all’interno della struttura e nel parcheggio del nosocomio cittadino




