Sabato mattina, in Bosnia-Erzegovina, cinque uomini sono stati arrestati con l’accusa di aver partecipato alla rapina aggravata avvenuta nella notte tra il 21 e il 22 marzo 2025 ai danni della filiale Deutsche Bank di Caserta. L’operazione è stata il frutto di una complessa attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Caserta, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, e il supporto operativo del Servizio Centrale per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Fondamentale è stato anche il contributo della SIPA, la polizia investigativa bosniaca, che ha eseguito materialmente gli arresti sul territorio estero.
Il sesto componente della banda era già stato catturato il 15 luglio al confine italiano, chiudendo così il cerchio attorno a tutti i presunti responsabili.
Quella notte del 22 marzo, sei persone – tutte mascherate e a bordo di un’auto con targhe rubate – forzarono l’ingresso della filiale Deutsche Bank di via G. M. Bosco e asportarono la cassa continua. Durante la fuga, vennero intercettati da una volante della Polizia di Stato. I rapinatori reagirono con estrema violenza: speronarono volontariamente l’auto di servizio, distruggendola completamente. Due agenti rimasero feriti, riportando lesioni con prognosi di 7 e 10 giorni.
Nonostante l’impatto, un poliziotto riuscì a strappare il passamontagna a uno dei malviventi, riuscendo così a vederne il volto. Il gruppo riuscì comunque a dileguarsi grazie all’intervento di altri due complici, giunti a bordo di un secondo veicolo anch’esso con targhe rubate.
La cassa rubata venne abbandonata durante la fuga, mentre l’auto utilizzata per il colpo fu ritrovata incendiata nel comune di Giugliano. Le indagini permisero di identificare i sei soggetti coinvolti: tutti di origine rom, residenti nei campi nomadi della provincia di Napoli, e già noti alle forze dell’ordine per reati contro la persona e il patrimonio.
Sulla base degli elementi raccolti, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha richiesto e ottenuto l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tutti gli indagati.




