Il gruppo consiliare dei Moderati — capeggiato da Dino Capitelli, con Alessandro Maffei, Fabio De Lucia e l’ineffabile Danilo Feola — si conferma la vera scuola di mimo politico del consiglio comunale. Specializzati nella finta di corpo, passano da slanci di “autonomia” a inchini da operetta nel tempo di una riunione di maggioranza.
La cronaca recente racconta di un gruppo che prima mostra i muscoli, puntando i piedi per ottenere la poltrona di Presidente del Consiglio comunale, salvo poi ammorbidire improvvisamente la posizione. Anzi, sciogliersi. Di colpo. Come burro al sole, appena il sindaco Antonio Mirra alza la voce.
E che dire di Danilo Feola, l’uomo sospeso tra due mondi? Da un lato il sindaco Mirra, dall’altro il consigliere regionale Giovanni Zannini. Una doppia fedeltà che prima o poi dovrà essere sviscerata: e, probabilmente, a breve prenderà una posizione che lo vedrà del tutto schierato con il ‘deus ex machina’ dell’intera provincia di Caserta.
Nel frattempo, Capitelli e compagni sembrano impegnati più a contarsi che a contare, in una formazione che, a furia di mediazioni e dietrofront, rischia di sciogliersi non per strategia politica ma per indigestione di compromessi.
I cittadini, intanto, osservano. E si chiedono: questi Moderati, chi moderano davvero? Alleati, ambizioni o semplicemente se stessi?
Ultima chiamata per la loro credibilità e per il rimpasto di giunta ha scadenza settembre: se il sindaco Mirra riuscirà a procrastinare la data, nulla accadrà e si paleseranno ‘moderati’. Questa volta dalle volontà della fascia tricolore.




