Dalla moralità alla monetizzazione: il consigliere di minoranza colleziona presenze (e incassi) in commissione, con la silenziosa benedizione del sindaco Antonio Mirra
Durante l’ultima campagna elettorale, Rosario Graziano si era presentato come il fustigatore dei costumi politici locali. Aveva promesso trasparenza, coerenza e, soprattutto, una ferma opposizione alla “politica dei gettoni”. Parole forti, slogan accattivanti, applausi facili. Ma si sa, la politica è l’arte del trasformismo. E, a quanto pare, anche del tornaconto.
A distanza di qualche anno, Graziano è diventato un habitué delle commissioni consiliari. Sempre presente, puntualissimo. Probabilmente per amore della discussione democratica o per spirito di servizio, ma anche per quell’irrinunciabile incentivo chiamato “gettone di presenza”? Secondo i dati degli ultimi quattro anni, il consigliere avrebbe incassato oltre mille euro al mese solo grazie alle commissioni. Più di quanto molti cittadini guadagnano lavorando a tempo pieno. Ma d’altronde, si sa: la coerenza, in politica, è spesso un optional.
E mentre il consigliere continua a partecipare instancabilmente a commissioni di ogni tipo — anche quando non c’è nulla da discutere — dal fronte dell’amministrazione tutto tace. Il sindaco Antonio Mirra, che dovrebbe vigilare e richiamare all’ordine, pare piuttosto compiaciuto di aver messo a tacere le poche anime che potevano animare un dibattito politico in aula. Nessuna parola, nessuna presa di posizione. Il silenzio, si sa, è d’oro. Anzi, in questo caso, potrebbe valere mille euro al mese.
Tra l’altro è presidente della della Seconda Commissione Permanente – Pianificazione Contabilità Economica e Controllo di Gestione – e sulla gestione economica, sul controllo della stessa e sulla pianificazione della contabilità… è veramente un fenomeno. Convocazioni anche sulle varie ed eventuali. Lui, da donatore Avis, sa bene come si fa! Si attacca quotidianamente alla flebo delle risorse pubbliche e porta a campare fino a scadenza del mandato. Ma non è l’unico: sia chiaro. Degli altri parleremo a tempo debito, ma da chi si opponeva con severità alla politica del gettone durante la campagna elettorale del 2021 ci si aspettava qualcosa di diverso. E si bea per aver portato in consiglio e fatto approvare la mensa scolastica gratuita per i figli di famiglie indigenti… tra poco ci manda a noi alla ‘Caritas’.
C’è chi chiama questo comportamento “strategia”. Chi lo definisce “convenienza bipartisan”. Ma ai cittadini, che avevano creduto alla favola del consigliere anti-casta, resta solo l’amaro in bocca. E la sensazione che, ancora una volta, chi predica bene… incassa meglio.






