La leggerezza dell’estate si fa sentire anche tra le nobili, e sempre meno composte, mura di Palazzo Lucarelli, sede storica e solitamente sobria di uffici e formalità. Ma in questi giorni di luglio afoso, i vestiti diventano leggeri. Talmente leggeri da lasciare poco spazio all’immaginazione e molto all’interpretazione.
Il clima, si sa, scioglie le formalità. E se un tempo le signore di Palazzo Lucarelli si destreggiavano tra faldoni e stampanti in sobrie camicette e pantaloni ben stirati, ora sfilano nei corridoi con abiti impalpabili e biancheria a contrasto che fa capolino. Il dress code si è fatto così estivo da sembrare ispirato più ai lidi del litorale domizio che a un contesto lavorativo.
Tra una pausa caffè e una pausa pranzo si insinua una danza silenziosa fatta di ammiccamenti e sorrisi. Si mormora di un incontro fuori orario: i più romantici parlano di un corteggiamento in fiore, i più cinici già gridano al tradimento — lavorativo o sentimentale, non è ancora chiaro.
Certo è che l’estate ha svuotato le agende ma riempito i cuori di una nostalgia confusa: di gioventù, di flirt da stabilimento balneare, di emozioni vissute l’ultima volta nel Ferragosto del ’96, di giorni in cui bastava un ghiacciolo alla menta per far battere il cuore.
Tutti fingono di non vedere. Ma a Palazzo Lucarelli, questa estate, qualcosa — o qualcuno — si sta decisamente sciogliendo.




