A Casagiove, tranquilla cittadina nota per i suoi mille comitati e le mille promesse, si aggira da tempo una figura ormai mitologica, metà assessore e metà oracolo: l’onniveggente Caiazza. Un uomo, una funzione, un destino.
Delegato alla Cultura, agli Eventi e, pare, alla Divinazione Amministrativa.
Perché se c’è una cosa chiara, è che lui sa sempre tutto prima di tutti. Dimenticatevi gli uffici regionali, i comunicati ufficiali o gli atti pubblicati all’albo. Se volete sapere a chi andranno i fondi (sì, anche quelli non ancora stanziati ndr), basta ascoltare una sua dichiarazione in Consiglio Comunale.
Boom. Così, senza avvisi pubblici, senza graduatorie regionali, senza determine: il Comune di Casagiove, a detta dell’Assessore-Cassandra, sarebbe già assegnatario di un non meglio identificato progetto per il rifacimento delle strade.
Un colpo di teatro degno di un illusionista: le buche sono ancora lì, ma la retorica le ha già asfaltate.
Sarà la mano della Regione, sarà la mano della Provvidenza, ma gli eventi culturali organizzati da Caiazza sembrano godere di un budget che sfida le leggi della contabilità pubblica.
Mostre, spettacoli, eventi in pieno giorno con pubblico invisibile e ospiti dal nome altisonante ma curriculum impolverato: tutto rientra in un progetto culturale così elevato che la Tesoreria comunale arranca nel tenere il passo.
Pare che il prossimo evento sarà una rappresentazione teatrale sulla trasparenza amministrativa. Ironia nella ironia: l’ingresso sarà riservato e il bando… non lo vedrà nessuno.
Le sedute del Consiglio Comunale, da quando Caiazza prende parola, somigliano più a un consulto astrologico che a un’assemblea amministrativa.
“Casagiove avrà”, “ci è stato già detto”, “i fondi arriveranno”: il verbo al futuro, accompagnato da certezze millimetriche su cose mai pubblicate, è la sua cifra stilistica.
Si vocifera che i consiglieri di opposizione stiano pensando di portare un esorcista e un revisore dei conti alla prossima seduta, giusto per sicurezza.
Il vero incantesimo dell’Assessore Caiazza non è tanto la sua capacità profetica, quanto la totale assenza di verifica e contraddittorio. Nessuno, nel cuore della maggioranza, osa mettere in dubbio le sue dichiarazioni, anche quando superano le soglie della logica e del buon senso.
È come se la Cultura, a Casagiove, fosse diventata una religione con un solo sacerdote e nessun Vangelo da leggere.
Alla fine resta la domanda che tutti si pongono, ma nessuno ha il coraggio di pronunciare:
dove sono gli atti?
Dove sono le determine, le delibere, le assegnazioni ufficiali? I fondi sono arrivati, o sono solo annunci in attesa di un click?
Nel dubbio, a Casagiove si prepara l’ennesima manifestazione culturale — titolo provvisorio:
“La trasparenza secondo Caiazza: l’arte dell’annunciare senza dimostrare”
Il Comune di Casagiove, grazie al suo Assessore-Veggente, si trova a metà strada tra una commedia dell’assurdo e un episodio di “Voyager”.
Ma una cosa è certa: le buche restano, i fondi ballano, e gli annunci — quelli sì — arrivano sempre puntuali.
Forse più che un Assessore alla Cultura, Casagiove ha bisogno di un Assessore alla Realtà.




